Astronomia ottica e astronomia infrarossa
Di seguito sono riportati cinque esempi di missioni di osservazione con la partecipazione della Svizzera nel campo ottico e infrarosso. I telescopi che studiano le radiazioni in questo campo possono essere sia in viaggio nello spazio che stazionari sulla Terra.

Telescopio spaziale James Webb
Il telescopio spaziale James Webb (JWST) è stato lanciato nello spazio alla fine del 2021 e orbita ancora oggi intorno al Sole nel punto di Lagrange L2. Esso studia lunghezze d'onda comprese tra 0,6 micrometri e 28 micrometri, ovvero nella gamma della luce rossa visibile fino all'infrarosso medio.
Grazie alle immagini del JWST, scopriremo di più sulla storia dell'universo: quali sono stati i primi oggetti luminosi dopo il Big Bang? Come si sono evolute le galassie dalla loro formazione ad oggi? Come sono nati le stelle e i pianeti? Dove c'è potenziale per la vita extraterrestre? Come è strutturata l'atmosfera degli esopianeti?
Il JWST è una collaborazione tra l'ESA, la NASA e la Canadian Space Agency (CSA).

Gaia
Anche il telescopio spaziale Gaia si trova nel punto di Lagrange L2 e ha il compito principale di misurare oggetti luminosi come stelle, asteroidi, esopianeti e galassie, determinarne la magnitudine e il colore e, in alcuni casi, anche mostrarne lo spettro. Gaia dispone di tre strumenti: un astrometro per determinare la posizione degli oggetti, un fotometro per il colore e uno spettrometro per misurare la velocità radiale.
Gaia è nello spazio dal 2013 e la missione avrebbe dovuto durare fino al 2019. Tuttavia, è stata rinviata più volte e la fine provvisoria è stata fissata al 2025.

Very Large Telescope
Il Very Large Telescope (VLT) dell'ESO è situato nel deserto di Atacama in Cile ed è composto da quattro telescopi principali con specchi del diametro di 8,2 metri e quattro telescopi ausiliari con specchi del diametro di 1,8 metri. Il VLT è in grado di effettuare osservazioni nel campo ottico fino al medio infrarosso. Grazie al VLT è stato possibile ottenere la prima immagine di un esopianeta e immagini di stelle che orbitano attorno al buco nero al centro della Via Lattea.

Extremely Large Telescope
L'Extremely Large Telescope (ELT) è un altro progetto dell'ESO. Si tratta di un telescopio terrestre ancora più grande del VLT. Il suo specchio principale avrà un diametro di 39 metri e sarà composto da 798 elementi speculari esagonali. Otto diversi strumenti misureranno e riprodurranno il cielo. L'ELT è in costruzione dal 2017 e sarà situato a soli 20 chilometri dal VLT, sempre nel deserto di Atacama in Cile. I-le ricercatori-trici prevedono che entrerà in funzione nel 2027.
L'ELT contribuirà, tra l'altro, a trovare nuovi esopianeti nella zona abitabile e a scoprire di cosa è composta la materia oscura.

Telescopio spaziale Euclid
Il telescopio spaziale Euclid dell’ESA è in orbita dal 2023. È dotato di due strumenti che rilevano la radiazione nella gamma della luce visibile e dell’infrarosso. Euclid contribuisce a creare una sorta di mappa dello spazio, che rende visibile la struttura dell’universo – la rete cosmica. La missione mira anche a ottenere nuove informazioni sull’energia oscura e sulla materia oscura. Euclid sarà probabilmente operativo per sei anni.
Il telescopio è posizionato nel punto lagrangiano L2. Alla missione partecipano, dalla Svizzera, tra gli altri, la Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW), l’Università di Zurigo e l’Università di Ginevra.

