Qualità dell’acqua e stato ecomorfologico dei corsi d’acqua

Baden in der Aare
Immagine: Bern Tourismus

Grazie alle misure contenute nelle politiche adottate in materia di protezione delle acque – sviluppate sulla base di conoscenze scientifiche e sostenute da minuziose osservazioni – la qualità dell’acqua in Svizzera è migliorata negli ultimi decenni. Ma è troppo presto per tornare a riposare sugli allori, oggi veniamo infatti confrontati con nuove sfide: sempre più microinquinanti sono presenti nell’acqua, il loro tenore è in aumento, la biodiversità degli ecosistemi conosce un crescente degrado e i cambiamenti climatici hanno effetti già percepibili sui corsi d’acqua.

La qualità dell’acqua migliora

Meno di trent’anni fa era fortemente sconsigliata la balneazione in alcuni laghi e fiumi svizzeri, come ad esempio il Reno. Infatti allora attraverso le acque di scarico degli insediamenti e delle zone urbane, dell’industria e dell’agricoltura confluivano nei corsi d’acqua sostanze chimiche inquinanti quali i fosfati e i nitrati. La diffusione degli impianti di depurazione delle acque di scarico a partire dagli anni Ottanta, il divieto d'impiego di fosfati nei detersivi per tessili (deciso dal Consiglio federale nel luglio del 1985) e, a partire dal 1990, la presa di coscienza ecologica nell’agricoltura hanno favorito – e favoriscono tuttora – a una notevole riduzione di queste due sostanze inquinanti. Gli effetti benefici delle misure adottate per il risanamento delle nostre acque si sono potuti constatare soprattutto nei laghi (vedi Figura), i quali come maggiori “serbatoi“ per il convoglio delle acque erano più fortemente contaminati. Le concentrazioni di fosforo e di nitrati si sviluppano in modo differente a seconda delle caratteristiche della regione (densità della popolazione, numero di animali d’allevamento, ecc.) e dei suoi laghi. Ancora oggi in caso di precipitazioni, le sostanze penetrano nelle acque superficiali sia direttamente – in seguito al convogliamento, al dilavamento e all’erosione del suolo – sia indirettamente – attraverso le fessure del terreno o le condotte di drenaggio. Il suolo costituisce infatti la principale fonte di fosforo, e passeranno decenni prima che le quantità immagazzinatevi vengano dilavate dalle precipitazioni. I fosfati e i nitrati fungono anche da nutrienti per alcune piante e organismi, nei laghi in particolare contribuiscono alla sovrafertilizzazione (eutrofizzazione) dell’acqua: causano l’incremento della crescita delle alghe (fitoplancton) e il progressivo aumento della carenza di ossigeno nelle acque profonde. Questo ha effetti negativi sulla fauna acquatica, in particolare sui pesci. Uno studio recente mostra che pressoché il 40% delle specie endemiche di coregoni (famiglia dei Salmonidi) si sono estinte (Vonlanthen et al. 2012). Solo i laghi profondi di Thun, Brienz e dei Quattro Cantoni, meno toccati dall’eutrofizzazione, non hanno subito perdite della diversità specifica dei coregoni.

Evoluzione delle concentrazioni totali di fosforo nei maggiori laghi svizzeri. In presenza di valori inferiori ai 20 microgrammi di fosforo per litro le disposizioni di legge sono rispettate.
Evoluzione delle concentrazioni totali di fosforo nei maggiori laghi svizzeri. In presenza di valori inferiori ai 20 microgrammi di fosforo per litro le disposizioni di legge sono rispettate.Immagine: BAFU / FOEN / OFEV

Nuove contaminazioni

Si osserva un inquietante aumento del tenore di microinquinanti nelle acque, presenti in tracce e derivanti da farmaci, prodotti cosmetici, da prodotti fitosanitari,ecc..In particolare le nanoparticelle o sostanze attive come gli ormoni potrebbero avere eventuali effetti negativi sulla salute dell’uomo e dell’ambiente. Destano inoltre preoccupazione le concentrazioni piuttosto elevate di nitrato nelle acque sotterranee di alcune regioni agricole dell’Altipiano.

La temperatura dell’acqua è in aumento, mentre il deflusso si altera

Gli ecosistemi dei corsi d’acqua subiranno doppiamente gli effetti dei cambiamenti climatici (UFAM 2012): da un lato la ridistribuzione stagionale delle portate, dall’altro l’aumento della temperatura dell’aria e parallelamente di quella dell’acqua. Dal 1970 al 2010 la temperatura dei corsi d’acqua è aumentata tra 0.1 e 1.2°C a seconda del regime di deflusso: in presenza di ghiacciai nel bacino, la variabilità risulta meno accentuata (vedi Figura). Gli esperti prevedono fino al 2085 un aumento della temperatura dell’aria pari a 3-4°C. Il riscaldamento si farà soprattutto sentire nel periodo estivo. Con la ridistribuzione stagionale del deflusso si osserveranno portate estive sensibilmente inferiori in molte regioni della Svizzera, quali l’Altipiano, il Giura e il sud delle Alpi (vedi sezione Effetti dei cambiamenti climatici). La combinazione dei due fattori “acque più calde“ e “livelli d’acqua più bassi” causerà un riscaldamento ancora più rapido dell’acqua. Questo avrà certamente forti ripercussioni sull’ecologia dei corsi d’acqua e anche sull’utilizzazione delle acque (per l’agricoltura e l’erogazione di calore industriale) e la pesca. Il continuo innalzamento della temperatura dell’acqua dei corsi d’acqua alpini e prealpini a tutti i livelli di altitudine ha causato la scomparsa della trota a basse quote, che ora appare in regioni situate da 100 a 200 metri più in alto (Hari et al. 2006). Inoltre con portate ridotte e acque più calde diminuisce la concentrazione di ossigeno disciolto e al contempo viene favorita la diffusione di patologie dei pesci, come ad esempio la malattia renale proliferativa MRP.

Evoluzione della temperatura dell’acqua negli ultimi decenni presso 9 stazioni di misurazione dell’ UFAM e temperatura dell’aria a Basilea. Il forte sbalzo osservato tra il 1987 e il 1988 è meno marcato per alcune stazioni (p.es. in Ticino) che per altre, che generalmente mostrano una temperatura media annuale dell’acqua inferiore. Inoltre presso queste ultime si nota una minore variabilità interannuale delle temperature dell’acqua misurate. Queste due caratteristiche si spiegano con la presenza di ghiacciai nei bacini idrici dei corsi d’acqua considerati.
Evoluzione della temperatura dell’acqua negli ultimi decenni presso 9 stazioni di misurazione dell’ UFAM e temperatura dell’aria a Basilea. Il forte sbalzo osservato tra il 1987 e il 1988 è meno marcato per alcune stazioni (p.es. in Ticino) che per altre, che generalmente mostrano una temperatura media annuale dell’acqua inferiore. Inoltre presso queste ultime si nota una minore variabilità interannuale delle temperature dell’acqua misurate. Queste due caratteristiche si spiegano con la presenza di ghiacciai nei bacini idrici dei corsi d’acqua considerati.Immagine: BAFU / FOEN / OFEV

La temperatura dell’acqua è in aumento, mentre il deflusso si altera

Gli ecosistemi dei corsi d’acqua subiranno doppiamente gli effetti dei cambiamenti climatici (UFAM 2012): da un lato la ridistribuzione stagionale delle portate, dall’altro l’aumento della temperatura dell’aria e parallelamente di quella dell’acqua. Dal 1970 al 2010 la temperatura dei corsi d’acqua è aumentata tra 0.1 e 1.2°C a seconda del regime di deflusso: in presenza di ghiacciai nel bacino, la variabilità risulta meno accentuata (vedi Figura). Gli esperti prevedono fino al 2085 un aumento della temperatura dell’aria pari a 3-4°C. Il riscaldamento si farà soprattutto sentire nel periodo estivo. Con la ridistribuzione stagionale del deflusso si osserveranno portate estive sensibilmente inferiori in molte regioni della Svizzera, quali l’Altipiano, il Giura e il sud delle Alpi (vedi sezione Effetti dei cambiamenti climatici). La combinazione dei due fattori “acque più calde“ e “livelli d’acqua più bassi” causerà un riscaldamento ancora più rapido dell’acqua. Questo avrà certamente forti ripercussioni sull’ecologia dei corsi d’acqua e anche sull’utilizzazione delle acque (per l’agricoltura e l’erogazione di calore industriale) e la pesca. Il continuo innalzamento della temperatura dell’acqua dei corsi d’acqua alpini e prealpini a tutti i livelli di altitudine ha causato la scomparsa della trota a basse quote, che ora appare in regioni situate da 100 a 200 metri più in alto (Hari et al. 2006). Inoltre con portate ridotte e acque più calde diminuisce la concentrazione di ossigeno disciolto e al contempo viene favorita la diffusione di patologie dei pesci, come ad esempio la malattia renale proliferativa MRP.

Stato ecomorfologico (5 categorie) dei corsi d‘acqua nel Giura, nell’Altipiano, al versante nord delle Alpi e di tutta la Svizzera (in %). Fonte: monitoraggio della biodiversità in Svizzera (2010).
Stato ecomorfologico (5 categorie) dei corsi d‘acqua nel Giura, nell’Altipiano, al versante nord delle Alpi e di tutta la Svizzera (in %). Fonte: monitoraggio della biodiversità in Svizzera (2010).Immagine: Biodiversity Monitoring in Switzerland, as of 2010

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