Neve, ghiacciai e permafrost sono di grande importanza per la Svizzera e i loro cambiamenti sono documentati da misurazioni dettagliate. Questo portale web mostra e spiega alcune serie di misurazioni a lungo termine selezionate della criosfera.di più

Immagine: NASA Earth Observatory, Jesse Allen and Robert Simmondi più

Non c’è tregua per il permafrost in Svizzera

Dopo due anni di nevicate scarse e di estati molto calde, il permafrost in Svizzera rimane sempre caldo anche nel corso dell’anno idrologico 2023, il suo tenore in ghiaccio continua a diminuire e i ghiacciai rocciosi continuano a muoversi velocemente. Lo dimostrano le ultime misurazioni della rete svizzera di osservazione del permafrost.

Sensore per la misura della temperatura alla superficie del suolo in cima al Piz Corvatsch, Engadina, a 3300 m di altitudine.
Immagine: Matthias Lichtenegger

Gli anni idrologici 2022 e 2023 sono stati estremamente caldi in Svizzera, con temperature dell’aria da 1.5 a 1.9°C più calde rispetto alla norma del periodo 1991–2010. L’anno idrologico 2023 (che si estende da ottobre 2022 a settembre 2023) è stato addirittura il più caldo mai osservato dall’inizio delle misure nel 1864. Gli inverni del 2022 e del 2023 sono stati caratterizzati da un inizio tardivo delle nevicate e da un'altezza della neve nettamente inferiore alla media, in particolare nel cuore dell’inverno.

Degli inverni poco innevati attenuano l’effetto delle estati calde

Queste condizioni meteorologiche hanno influenzato in maniera differenziata il permafrost in Svizzera. Dopo l’estate torrida del 2022 sono stati stabiliti nuovi record di temperatura nella maggior parte dei siti di osservazione del permafrost in Svizzera, superando i valori massimi precedentemente misurati durante gli anni estremi del 2003, 2015 e 2019. Al contrario, i due inverni con scarse precipitazioni nevose hanno portato a un significativo raffreddamento della superficie del suolo a causa dell'assenza di uno strato isolante di neve.

Le temperature di superficie penetrano in profondità nel terreno solamente con un ritardo di diversi mesi, risultando quindi attenuate. Di conseguenza, a 10 e 20 metri di profondità la maggior parte dei siti ha registrato un leggero riscaldamento nel 2023 rispetto all’anno precedente. Tuttavia, su alcuni siti il raffreddamento invernale ha prevalso e ha causato delle temperature del permafrost leggermente più basse nel 2023. Per questo motivo le quantità di ghiaccio del permafrost sono sia aumentate sia diminuite a seconda del sito e i ghiacciai rocciosi hanno registrato una lieve decelerazione nella Svizzera orientale e centro-meridionale e una leggera accelerazione in quella occidentale.

Le misure di temperatura hanno anche mostrato che durante l’estate 2023 la profondità dello strato attivo in zona di permafrost ha raggiunto i valori record dell’anno precedente o se ne è avvicinata. Allo Schilthorn, nelle Alpi Bernesi, lo strato attivo ha raggiunto una profondità di oltre 13 metri, ciò che rappresenta quasi il triplo rispetto a 20 anni fa. Nello stesso periodo, lo spessore dello strato attivo è aumentato in numerosi siti con dei valori compresi fra qualche decimetro, come sul ghiacciaio roccioso di Schafberg in Engadina, fino a qualche metro come allo Stockhorn vicino a Zermatt, dove lo stato attivo è aumentato di 2 metri raggiungendo ben 5.2 m di profondità nel 2023.

La tendenza dovrebbe proseguire nel 2024

Gli ultimi dati disponibili mostrano già i primi effetti dell'inverno 2024. Grazie a una copertura nevosa abbondante e precoce nell’autunno 2023, il calore dell'estate è rimasto intrappolato nel terreno. Questo ha portato a temperature invernali molto elevate nei primi metri del sottosuolo, che continueranno a propagarsi in profondità nei prossimi mesi.

In maniera generale, tutte le misure continuando a indicare delle condizioni calde nel permafrost delle Alpi Svizzere dopo l’anno idrologico 2023. Nonostante brevi periodi di raffreddamento e delle variazioni interannuali più o meno significative le condizioni climatiche più calde degli ultimi decenni stanno gradualmente causando, sul lungo termine, un riscaldamento e una degradazione del permafrost sempre più marcati così come un aumento della velocità dei ghiacciai rocciosi.


PERMOS
La rete svizzera di osservazione del permafrost PERMOS documenta lo stato e i cambiamenti del permafrost nelle Alpi svizzere dal 2000. Attualmente è finanziata da MeteoSvizzera nell'ambito di GCOS Svizzera, dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dall'Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT). Si avvale delle competenze di sette istituti di ricerca: le Università di Losanna, Friburgo, Zurigo e Innsbruck (AT), il Politecnico di Zurigo, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e l'Istituto WSL per lo studio della neve e delle valanghe SLF. Le misurazioni effettuate nell'ambito di PERMOS si concentrano su tre elementi principali: 1. le temperature a prossimità della superficie del suolo e in profondità, 2. le variazioni della percentuale di ghiaccio nel suolo e 3. la velocità dei ghiacciai rocciosi.

Il permafrost
Il permafrost (o terreno permanentemente congelato) è un fenomeno termico definito come l'insieme dei materiali presenti alla superficie terrestre (detriti, rocce, suolo ecc.) la cui temperatura è uguale o inferiore a 0°C per diversi anni consecutivi. In Svizzera è presente in circa il 5% del territorio nazionale, tipicamente nelle falde di detrito e nelle pareti rocciose ad altitudini superiori a circa 2500 metri. La presenza e lo sviluppo del permafrost dipendono principalmente dalla temperatura della superficie del suolo, che a sua volta è fortemente influenzata dalla temperatura dell'aria, dalla radiazione solare e dalla durata della copertura nevosa.

I ghiacciai rocciosi
I ghiacciai rocciosi sono forme del rilievo indicative della presenza di un permafrost ricco in ghiaccio. Sono costituiti da una miscela di materiale sciolto (detriti di roccia) e ghiaccio che si muove verso valle. Nel paesaggio sono riconoscibili per la loro tipica forma lobata e la loro velocità è una delle misure indirette delle condizioni di temperatura nel permafrost.

Categorie

  • Neve
  • Permagelo

Contatti

  • Dr Cécile Pellet
    University of Fribourg
    Department of Geosciences
    Chemin du Musée 4
    1700 Friburgo

  • Dr. Jeannette Nötzli
    Eidg. Forschungsanstalt WSL
    Istituto WSL per lo studio della neve e delle valanghe (SLF)
    Flüelastrasse 11
    7260 Davos Dorf